Home Legalità e trasparenza AVASTIN, a che punto siamo con l’adozione in Lombardia?
AVASTIN, a che punto siamo con l’adozione in Lombardia?

AVASTIN, a che punto siamo con l’adozione in Lombardia?

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Roberto Maroni ha risposto a un’interrogazione del Movimento 5 Stelle sull’utilizzo del farmaco  Avastin nella cura della degenerazione maculare senile, terza causa di cecita’ nel mondo. Per Paola Macchi, consigliere regionale del Movimento 5 Stelle della Lombardia: “Le strutture pubbliche stanno ancora usando Lucentis, un farmaco definito anche dall’Organizzazione mondiale della sanità  di uguale efficacia rispetto ad Avastin ma che risulta 40 volte più costoso. Lucentis viene ancora usato nel 90% dei casi e si valuta che il suo utilizzo al posto di Avastin costi ai contribuenti italiani 1 milione al giorno. Abbiamo quindi richiesto già nel 2014 quali siano gli ospedali che utilizzano Avastin e quali sono i tempi di somministrazione”.

Maroni ha spiegato che Avastin, dopo il via libera di AIFA, è adottato da numerose strutture lombarde e i tempi di attesa per il farmaco sono brevi. I centri di riferimento operano con tempi molto limitati, generalmente con tempi non oltre i trenta giorni.

Per Macchi, “Non comprendiamo per quali ragioni il ministro Lorenzin non obblighi ad usare il meno costoso di due farmaci definiti dallo stesso Consiglio superiore della Sanità, equivalenti. L’unico problema è la necessità di frazionare in ambiente sterile il farmaco AVASTIN, che per misteriose ragioni non è fornito in monodosi come Lucentis, abbiamo quindi proposto  al neo assessore alla Sanità ad interim ad attivarsi perchè si frazioni il farmaco in un unico posto e poi lo si distribuisca agli altri centri. Fatte le debite proporzioni la cifra ingente che si potrebbe risparmiare in Lombardia potrebbe essere impiegata per i cittadini invece che per foraggiare una casa farmaceutica, peraltro sanzionata per 180 milioni dall’Antitrust per questa triste vicenda.”

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