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Il sonno della Regione

Il sonno della Regione

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Il Consiglio Regionale lavora con una lentezza disarmante, dimostrando ancora una volta la scarsa volontà politica di questa maggioranza di trovare soluzione ai problemi che stanno a cuore ai cittadini lombardi. Nelle prossime sedute, sono state calendarizzate leggi che vanno dalla gestione dei cinghiali, alla cartellonistica stradale, questioni che non sono certo in priorità per i cittadini che chiedono leggi per far ripartire l’economia delle nostre migliaia di piccole e medie imprese, reddito di cittadinanza per tutelare chi rimane escluso dal circuito del lavoro, rafforzare il trasporto pubblico locale che viene progressivamente depotenziato e ignorato. Insomma, le questioni da trattare ci sarebbero, ma non vengono messe all’ordine del giorno, vuoi per assenza di volontà politica nell’affrontarle, vuoi perché oggettivamente la maggioranza non è unita è spaccata.
Di conseguenza, si mandano avanti provvedimenti di importanza marginale rispetto alle reali esigenze dei cittadini, mentre giacciono a prendere polvere nei cassetti le proposte di legge del M5S che affrontano temi cruciali per la cittadinanza. Ed è così che la maggioranza ha innescato una sorta di pilota automatico che la fa procedere d’inerzia fino alle prossime elezioni. Cosa importa se i pendolari sono sul piede di guerra perché i nuovi Freccia Rossa sulla Milano-Treviglio hanno penalizzato il trasporto pendolare a discapito dell’alta velocità e si troveranno a pagare il doppio per viaggiare su mezzi pubblici nella Regione più inquinata d’Italia. Cosa importa se il tasso di povertà in Lombardia continua ad aumentare. Le nostre proposte sul reddito di cittadinanza, sul potenziamento del trasporto pubblico nella regione più inquinata d’Italia, sulla cannabis terapeutica sono pronte da inizio legislatura e se questa maggioranza fosse davvero responsabile le avrebbe già messe in discussione.
La situazione di stallo del Consiglio Regionale è perfettamente speculare a quella dell’esecutivo. La Giunta Maroni, infatti, in perfetto stile renziano, non fa altro che sfornare slide, come il Patto per la Lombardia, che illustrano interventi solo sulla carta, per i quali però non si trovano risorse e che quindi sono destinati a rimanere lettera morta. Basti pensare alla Riforma Sanità o alla Riforma Casa, cambiare tutto per non cambiare niente. Ad oggi infatti, nessuna delle cosiddette “riforme” della Giunta Maroni è stata ancora attuata, né vengono adottati dalla Giunta quei provvedimenti necessari a dare concretezza agli slogan dispersi ai quattro venti. Non è bastato l’esito del referendum sulle riforme costituzionali, per far capire a questa classe politica di governo che i cittadini vogliono azioni concrete, coerenza alla linea di programma sventolata in campagna elettorale, vogliono che dalle parole si passi ai fatti. Innescare il “pilota automatico”, prolungando la lenta agonia della macchina legislativa regionale, non li salverà dall’inevitabile responso dei cittadini lombardi, che – ci auguriamo – si pronuncino anche in Lombardia per un governo 5 stelle. Noi siamo pronti, e con la concretezza che contraddistingue il M5S, sapremo interpretare le istanze dei lombardi e farcene portavoce, come già stiamo facendo dall’opposizione.

Iolanda Nanni – Capogruppo del M5S Lombardia

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