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Ministro Grillo vara il Piano nazionale liste d’attesa: ora in Lombardia agende condivise per strutture pubbliche e private

Liste d’attesa, tempi massimi stabiliti per legge e totale trasparenza. Il Ministro della Sanità, Giulia Grillo, assieme alle regioni, ha avviato il nuovo Piano nazionale sul governo delle liste di attesa per prestazioni e ricoveri a garanzia dei cittadini. Le parole chiave del piano sono chiarezza, responsabilità, trasparenza, facilità e semplicità fattivamente riportate in queste azioni:

  1.  Se i tempi d’attesa per un esame superano quelli previsti per legge,  si sarà indirizzati in una struttura privata convenzionata senza costi aggiuntivi.
  2.  I direttori generali delle ASST dovranno rispettare i tempi massimi di attesa per le visite, e sarà fondamentale per loro valutazione con conseguente possibilità di rimozione.
  3.  L’osservatorio nazionale avrà il compito di monitorare l’effettiva erogazione dei servizi e la reale applicazione del diritto alla salute.
  4.  Con il nuovo CUP si potranno consultare in tempo reale tutte le prestazioni sia nel pubblico che nel privato, si potranno prenotare e modificare gli appuntamenti già fissati.
  5.  Si risparmierà tempo prenotando solo la prima visita al CUP, le visite successive saranno prenotate direttamente dallo specialista.

I consiglieri regionali del M5S Lombardia Marco Fumagalli e Gregorio Mammì dichiarano: “La Lombardia deve rendere operativo il nuovo Piano per la gestione delle liste d’attesa (PNGLA). Chiediamo quindi al Presidente Attilio Fontana di attuare ogni iniziativa ed intervento utile a integrare quanto già è stato fatto con gli obiettivi nazionali.

Proprio per questo auspichiamo la totale visibilità e condivisione delle agende di prenotazione delle strutture pubbliche e private accreditate, nonché quelle dell’attività istituzionale e della libera professione intramuraria, da parte dei sistemi informativi aziendali e regionali.

La declinazione in Lombardia di queste direttive del Ministero passa inevitabilmente sul rilancio del ruolo della sanità pubblica e della gestione della cronicità che assorbe circa l’80 per cento delle risorse sanitarie”

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