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Sfruttamento idroelettrico della montagna: “ampliare la discussione”

Sfruttamento idroelettrico della montagna: “ampliare la discussione”

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È stata approvata oggi in Consiglio la mozione presentata dal gruppo della Lega in Regione Lombardia sulla valorizzazione dei territori di montagna oggetto di sfruttamento idroelettrico.

Il tema era quello delle grandi derivazioni idroelettriche: sul territorio lombardo sono collocate principalmente nelle zone montane e in particolare in provincia
di Sondrio dove viene prodotta il 50% dell’energia elettrica di tutto il territorio lombardo.

Di recente, il Decreto Semplificazione approvato dalla Camera dei Deputati,
prevedeva che “alla scadenza delle concessioni di grande derivazioni idroelettriche e nei casi di decadenza o di rinuncia, le opere passano, senza compenso, alle Regioni”.

Visto che i concessionari di grandi derivazioni idroelettriche corrispondono alle regioni un canone semestrale, la mozione aveva la scopo di chiedere al Consiglio Regionale di riassegnare le licenze.

Una richiesta condivisa dal Movimento 5 Stelle che su iniziativa del consigliere Raffaele Erba ha suggerito a Sertori un importante emendamento e cioè di “considerare, nei criteri di assegnazione e nel conferimento delle risorse ai territori, le ricadute che le grandi derivazioni idroelettriche hanno anche sui bacini lacustri lombardi, che da anni presentano criticità legate al livello minimo”.

Richiesta, questa, che non è stata presa in considerazione dall’assessore all’Ambiente Sertori.

“Concordiamo sui contenuti della mozione e siamo favorevoli all’allargamento della discussione alla Commissione Montagna. Ma una nota fortemente negativa è l’esclusione dell’attenzione sui livelli dei bacini lacustri – commenta con disappunto Raffaele Erba – Oggi c’era l’occasione per iniziare a riequilibrare questo sbilanciamento agendo a monte. Non capiamo la difficoltà a esplicitare in un impegno formale quanto dichiarato in aula. A parole l’assessore Sertori si dice favorevole ma un impegno formale non viene sancito. E i nostri laghi ora rischiano di pagare il grosso dei costi ambientali ed economici dello sfruttamento delle acque sia in ambito idroelettrico che agricolo”.

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