Home Massimo De Rosa “Collinette” Melzo: “Il Comune ascolti il Movimento e Regione Lombardia e provveda alla rimozione”
“Collinette” Melzo: “Il Comune ascolti il Movimento e Regione Lombardia e provveda alla rimozione”

“Collinette” Melzo: “Il Comune ascolti il Movimento e Regione Lombardia e provveda alla rimozione”

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Le collinette di via Cavour continuano ad essere un caso. Le prime analisi riscontrarono all’interno dei terreni la presenza di materiali inquinati, motivo per cui l’azienda che avrebbe dovuto rimuoverle si rifiutò di farlo. Il Tribunale di Lodi, sulla base di un sopralluogo della Polizia Locale di Melzo, ha sentenziato non sussista il reato di abbandono di rifiuti, non essendo però tenuto a pronunciarsi sull’eventuale pericolosità dei terreni contaminati. Il Comune di Melzo, facendosi forte di tale sentenza finge di non comprendere il problema e anzi, vuole costruire sui quei depositi di terreni inquinati un parco per famiglie. Il Movimento Cinque Stelle ne chiede da tempo la bonifica e la rimozione. Regione Lombardia, attraverso l’assessore all’Ambiente Raffaele Cattaneo, suggerisce al Comune di rimuoverle. Adesso la Giunta dovrà decidere se seguire i consigli, e proteggere attraverso il principio per cui prima di tutto non nuocere i cittadini, o proseguire per la propria strada pur di non dover ammettere pubblicamente di aver completamente sbagliato le valutazioni e ignorato per anni il problema. Un nuovo capitolo. Regione Lombardia ha risposto all’interrogazione presentata dal consigliere Regionale Massimo De Rosa, il quale chiedeva all’assessore Cattaneo di prendere una posizione chiara rispetto alla vicenda. Regione, pur riconoscendo la sentenza del Tribunale di Lodi, mette nero su bianco come la stessa sentenza: “Non infici l’opportunità di provvedere comunque alla rimozione e alla messa in sicurezza del materiale depositato”.
“È esattamente quanto abbiamo sempre sostenuto” commenta Massimo De Rosa: “Il fatto che il Tribunale abbia sentenziato l’assenza di reato per abbandono di rifiuti, non significa che i terreni non siano contaminati, come certificato dalle analisi di laboratorio, analisi che ritengo avere un peso specifico più rilevante in materia, rispetto ai rilievi della polizia locale” spiega il Consigliere Regionale: “È evidente a tutti che, secondo il basilare principio di precauzione e tutela della salute pubblica, provvedere alla rimozione delle collinette è più opportuno rispetto al costruirci un parco sopra” incalza De Rosa, che propone: “Del resto se, come ritiene il Comune, il materiale non è inquinato l’amministrazione non dovrebbe avere alcuna difficoltà a trovare una ditta che si incarichi di rimuovere i terreni. Se è vero che non sia necessaria alcuna bonifica, il sindaco lo metta nero su bianco, a quel punto i costi di rimozione sarebbero davvero risibili, il principio del prima non nuocere sarebbe rispettato e i cittadini potrebbero godersi un nuovo parco, senza correre alcun rischio” commenta il portavoce pentastellato.
Dello stesso avviso il consigliere Comunale Stefano Palilla: “La risposta di Regione Lombardia conferma che la decisione del Tribunale di Lodi sia stata presa sulla base dei rilievi della Polizia Locale. Ci chiediamo se fosse o meno l’organo più indicato ad esprimersi in materia? Inoltre si continua solamente a parlare di amianto, senza citare gli altri agenti contaminanti, come ad esempio il piombo, rinvenuti all’interno dei terreni delle collinette, la cui presenza aveva portato Arpa a chiedere inizialmente al Comune la rimozione dei terreni e a comunicare all’Autorità Giudiziaria l’ipotesi di reato. Le analisi e le prove relative alla presenza oltre i limiti consentiti di legge del piombo, sono state effettuate di concerto da ARPA e dall’allora Provincia con Stu e Comune di Melzo. La nota di Arpa relativa alla falsa dichiarazione e all’abbandono o di rifiuti è conseguente a tali analisi e relativa alla presenza di piombo. L’archiviazione del Tribunale penale e la nota della Polizia Locale (che ha portato all’archiviazione) sono relative all’amianto e non considerano assolutamente il piombo. In funzione di ciò, alla luce di quanto suggerito anche da Regione Lombardia, questa storia non può e non deve concludersi con la costruzione di un parco per famiglie, sopra terreni contaminati”.

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