Home Marco Fumagalli Siglato l’accordo coi medici di base. Ma la direzione è giusta?
Siglato l’accordo coi medici di base. Ma la direzione è giusta?

Siglato l’accordo coi medici di base. Ma la direzione è giusta?

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È stato finalmente stipulato l’accordo tra Regione Lombardia e la Federazione dei Medici di Base. Si può definire un passo in avanti ma nella direzione sbagliata. Se da un lato è stata accolta una delle nostre richieste circa lo stanziamento di maggiori risorse per quanto riguarda le associazioni di medici e quindi la possibilità di avere studi associati e poter pagare infermieri e segreteria, ci si augura che gli interventi sulla telemedicina e sulla presa in carico della cronicità non siano che un primo passo verso qualcosa di meglio.
Non vorremmo per esempio che la telemedicina venisse considerata appannaggio del solo medico di famiglia.
La telemedicina permette di diagnosticare a distanza talune patologie. La diagnosi deve essere di competenza del medico specialista, ma l’esame può essere effettuato anche da un infermiere. Non dobbiamo rischiare di far passare il messaggio per cui la telemedicina è una competenza esclusiva del Medico di Medicina Generale, ma anzi occorre che questo strumento sia più di altri di competenza degli infermieri, in modo da lasciare ai medici l’attività di diagnosi e cura di cui ha sempre più bisogno la nostra popolazione.
Ci si augura che sulla telemedicina Regione si ponga obiettivi più ambiziosi. Imbarazzante la presa in carico del paziente cronico. La giunta non è in grado di uscire da quello che è un fallimento e che corre il rischio di privatizzare completamente la Sanità lombarda. La presa in carico del paziente cronico deve essere competenza delle ATS in collaborazione con i Medici di Medicina Generale e deve vedere la loro cura principalmente tramite strutture pubbliche e solo in caso residuale presso la sanità convenzionata. Se non ci si pone questo ambizioso obiettivo rischiamo veramente di chiudere gli ospedali e di passare definitivamente al modello di sanità americano.

Marco Fumagalli, M5S Lombardia

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