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Ospedale Sacco, il reparto di odontoiatria non deve essere chiuso

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Questa mattina sono state ascoltate in Commissione Sanità le dottoresse Iardino e Sparaco sul tema della riduzione di personale del reparto di Odontoiatria all’Ospedale Sacco, la cui paura è la chiusura o la gestione in esterno, trasformando il servizio in privato. Il servizio pubblico opera da 25 anni ed eroga 5000 prestazioni all’anno per un totale di 10 mila accessi. Il 90% degli interventi riguardano i pazienti fragili, quelli cioè che necessitano di assistenza complessa come scoagulati, sieropositivi, cardiopatici, malati di Alzheimer, di demenza, detenuti e, da due anni, oncologici che seguono la terapia dei bifosfati. Sono pazienti spesso rifiutati dagli ambulatori privati e che faticano a trovare nel servizio pubblico gli interventi di cui hanno bisogno. E che trovano invece al Sacco.

Da anni questo servizio pubblico, di un’umanità ineguagliabile, viene sostenuto anche e soprattutto dalle elargizioni di associazioni, come ad esempio, Croce Rossa Italiana, Anlaids, NPS (Network Persone Sieropositive) e altre. La Direzione Generale dell’Ospedale Sacco, dal canto suo, non ha mai spiegato con precisione le motivazioni con le quali negli anni tutti i dipendenti con contratti atipici, che erano di grande sostegno ai lavoratori a contratto indeterminato, non sono più stati confermati, riducendo quindi progressivamente il personale operante nel reparto, mettendo a grave rischio il servizio offerto. Nel corso dell’audizione è stato confermato che dal 2014 saranno ridotte drasticamente le prestazioni con ancora un taglio del personale. A ciò si aggiunge la difficoltà delle associazioni finanziatrice ad elargire ulteriori finanziamenti, pur nella consapevolezza del danno che ne genererebbero.

L’Assessore Mario Mantovani, nel corso di un Consiglio regionale a Giugno, dichiarava che il problema riguardava l’azienda ospedaliera, ventilando l’impossibilità di sostenere quel servizio la cui continuità sarebbe garantita con una somma di soli 100 mila euro all’anno.

Silvana Carcano, consigliere M5S Lombardia, dichiara “Il servizio pubblico ha la mission di sostenere tutti i cittadini, soprattutto i più fragili, gli ultimi degli ultimi. Eliminare proprio questo servizio che si rivolge ai pazienti maggiormente fragili non è tollerabile. Un reparto come quello di odontoiatria è fortemente attraente per il privato e non vorremmo che, anche in questo caso, ci sia una volontà politica di chiusura del pubblico per trasferire il servizio altrove e in altre mani, private. Giovedì in Commissione ascolteremo quali sono i reali intendimenti per l’odontiatria del Sacco dal direttore generale della struttura. Sosterremo la richiesta di trovare quei 100 mila euro l’anno per far proseguire l’unità operativa odontoiatrica del Sacco. Certo è che l’Assessore Mantovani, che domani dovrà rispondere ad una mozione di sfiducia, sembra sempre più attento a favorire la sanità privata piuttosto che l’alta qualità espressa nel servizio sanitario pubblico. E a perderci sono i malati, e tra loro i più fragili, e i loro diritti”.

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