Home Iolanda Nanni Chiarezza sulla trasformazione dell’ex-zuccherificio di Casei Gerola (PV) in impianto a biomasse
Chiarezza sulla trasformazione dell’ex-zuccherificio di Casei Gerola (PV) in impianto a biomasse

Chiarezza sulla trasformazione dell’ex-zuccherificio di Casei Gerola (PV) in impianto a biomasse

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zuccherificioLa Consigliera regionale Iolanda Nanni, M5S, ha oggi depositato un’interrogazione riguardante alcuni passaggi poco trasparenti dell’iter autorizzativo della riconversione dell’ex-zuccherificio di Casei Gerola, in provincia di Pavia, in impianto a biogas. La Consigliera Nanni dichiara: “Il M5S Lombardia chiede che fine abbiano fatto i programmi di ricerca e sviluppo per l’area di Casei Gerola che Regione Lombardia aveva promesso nell’accordo di tre anni fa. Vogliamo chiarezza sull’ accordo di filiera stipulato a Dicembre 2010 e sottoscritto da Regione che prevedeva il mantenimento dei livelli occupazioni, eppure dei 70 lavoratori verranno riassunti nell’impianto a biogas soltanto 25, nonché piani territoriali di ricerca e sviluppo, dei quali per ora, a distanza di oltre tre anni, non abbiamo traccia. Vogliamo sapere a quanto ammontano i fondi italiani ed europei stanziati in seguito all’accordo. Chiediamo alla Giunta se gli accordi di filiera non sono stati sottoscritti da Coldiretti e ConAgri, non inficino in qualche modo l’accordo stesso. E inoltre domandiamo conto di quale iter amministrativo le aziende coinvolte stanno seguendo per attuare l’accordo e se Regione è disposta a rendere pubblici tutti gli atti rilevanti per la cittadinanza.” “Atteso il fatto che Regione Lombardia vuole avviare un percorso di progressiva riduzione dell’impiego delle produzioni agricole nel biogas, aumentando parallelamente quella dei sottoprodotti, introducendo nel prossimo Piano di Sviluppo Regionale elementi che vanno nella direzione di modalità che escludano l’utilizzo delle materie prime in questi impianti, si pone anche una questione di sovranità alimentare: è già da tempo che la produzione alimentare nazionale non è sufficiente per i fabbisogni degli italiani, e siamo quindi costretti ad importare quote crescenti di alimenti. Se dedichiamo la coltura dei campi, invece che all’alimentazione, alla produzione energetica, compromettiamo ulteriormente la sovranità alimentare italiana. L’impianto di Casei Gerola necessita di un coinvolgimento più trasparente di Regione e degli altri Enti pubblici coinvolti”.

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