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Tra poltrone e vecchia politica

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Ancora un Consiglio regionale inutile e ancora un Assessore indagato: il bilancio di Roberto Maroni Presidente di Regione Lombardia non può essere più in passivo di così.

Il Consiglio regionale è stato impegnato a discutere ordini del giorno, e cioè atti di indirizzo, e dopo un dibattito fiume si è impegnato a risolvere la crisi e cioè a fare quello che già dovrebbe fare approvando leggi. Dagli esponenti di partito abbiamo ascoltato solo un esercizio dialettico fine a se stesso. Peccato che chi Governa dovrebbe dare risposte concrete alla crisi e non assumere vaghi impegni.

La realtà, stando ai risultati di questa maggioranza, è che l’unico modo che ha la Regione per creare nuovi posti di lavoro è quello di creare nuove poltrone in giunta e nuovi sottosegretari. E non è un caso se la poltrona di un assessorato, questa settimana, è andata a Mauro Parolini del Nuovo Centro Destra, nominato Assessore al Commercio e Turismo e indagato per peculato, dalla Procura di Milano al dicembre 2012, per rimborsi spesa presentati la scorsa legislatura dai consiglieri e rispettivi gruppi consiliari. Nel marzo 2014 le indagini sono state chiuse e le accuse confermate. Secondo l’ipotesi accusatoria gli accusati: “avrebbero utilizzato somme di denaro pubblico, per un ammontare complessivo pari a oltre 3,4 milioni di euro, nella loro disponibilità in virtù del ruolo ricoperto, per finalità estranee all’esercizio istituzionale e non funzionali all’espletamento del mandato”.

Mauro Parolini diventerà quindi un nuovo assessore, mentre Alberto Cavalli, che ricopriva quel ruolo, assume le deleghe alle Infrastrutture e Mobilità, quelle di Maurizio del Tenno.  Quest’ultimo, dopo il fallimentare transito a Infrastrutture e Mobilità, seguirà da sottosegretario le infrastrutture per Expo. In assenza dei padiglioni, Expo continua a riempirsi solo di poltrone e politici. L’unica cosa che ci conforta è che , se Del Tenno  lavora come ci ha abituato durante il periodo del suo assessorato, nessuna opera Expo sarà realizzata.

In regione la legalità è un optional e la crescita economica lontana e le responsabilità sono evidentemente tutte politiche.

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