Home Lavoro, istruzione e formazione Ex Alfa di Arese. M5S va in prefettura per #occupyprefettura

Ex Alfa di Arese. M5S va in prefettura per #occupyprefettura

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Domani, venerdì 31 ottobre 2014, alle ore 10, la portavoce in Regione Lombardia Silvana Carcano insieme al senatore Bruno Marton e al deputato Davide Tripiedi di M5S si presenteranno in Prefettura per chiedere un intervento immediato del Ministero dell’interno teso al reintegro degli operai licenziati nel febbraio 2011 da una società legata all’Ex Alfa di Arese.

Sono mesi che il tavolo di confronto tra proprietà dell’area e operai indetto dalla Prefettura va deserto per l’assenza della proprietà. L’iniziativa, che comporterà un’occupazione simbolica, vuole sollecitare il Prefetto di Milano Francesco Paolo Tronca a usare ogni mezzo a sua disposizione per favorire l’incontro e il confronto tra le parti. E per offrire soluzioni concrete ai lavoratori illegittimamente licenziati.

Carcano, Marton e Tripiedi dichiarano: “La vicenda è intricata. Semplificando molto, a causa di un gioco di presunti finti appalti (sui quali si dovrà pronunciare la magistratura), decine di operai ex Alfa di Arese sono stati licenziati, hanno ottenuto il reintegro dal tribunale ma l’azienda che li ha assunti non esiste. L’area dell’Alfa Romeo è oggi di proprietà, oltre che della Fiat, di TEA spa, Canova spa, Particom Uno spa, Aglar spa, Eco & Power Ambrosiana srl, Iper Montebello spa, Euromilano spa. EUROMILANO è controllata da Unipol, Lega COOP, Compagnia delle opere, CCL (Cisl e Acli), IntesaSanpaolo e Brunelli (Iper). Qualcuno deve pur prendersi carico del dramma che vivono questi lavoratori a stipendio zero, senza ammortizzatori sociali e che hanno diritto al reintegro sul loro posto di lavoro. Un importo di 2.200.000 euro è stato messo a disposizione dei lavoratori licenziati a fronte della rinuncia degli stessi a rivendicare il posto. Del concreto versamento di questa somma su di un conto del Comune di Arese, che peraltro prevede numerosi vincoli e che andrebbe a sostegno straordinario del reddito di questi, nulla è dato di sapere”.

“Verificato che le vie giudiziarie non sono percorribili contro un’azienda inesistente abbiamo deciso di portare in Prefettura, un’articolazione del Ministero dell’Interno, la protesta dei lavoratori con un’occupazione simbolica. Il Ministero dell’Interno deve prendersi carico di questi lavoratori che stanno protestando da mesi nel silenzio delle istituzioni che dovrebbero difendere i cittadini e favorire la trattativa anche sul fondo a copertura del reddito”, concludono i portavoce di M5S.

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