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L’ARAC è un’operazione di distrazione di massa

L’ARAC è un’operazione di distrazione di massa

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La Maggioranza non ha approvato una legge anti corruzione, ma un’operazione di distrazione di massa utile solo a Maroni e ai suoi a cercare di ripulirsi l’immagine dopo gli arresti in regione. Se il presidente volesse davvero fare anticorruzione si presenterebbe immediatamente ai processi che lo vedono coinvolto e non usare il legittimo impedimento come Berlusconi. La legalità non è di casa in Regione Lombardia da quando sono arrivate le scope leghiste. E’ una legge pagliacciata che istituisce un ente vuoto, l’ARAC, che non sta in piedi e sarà solo una ridicola e inutile sperimentazione.  Sia gli uffici legislativi del Consiglio che l’Anac hanno dichiarato che il progetto di legge sull’Arac non regge. Lo stesso Cantone ha invitato Maroni a trovare alternative, altri organi di controllo che siano nelle competenze di Regione. Come, ad esempio, quelli già previsti dalla nostra legge antimafia approvata dal consiglio lo scorso giugno, una legge che fa realmente prevenzione alla corruzione e non è solo un’operazione di marketing per coprire l’eco dell’arresto di Fabio Rizzi. Basterebbe solo farla funzionare. Inoltre, l’emendamento presentato oggi in aula da Maroni sulla “fase di sperimentazione” di Arac è ridicolo, conferma che anche lo stesso Maroni non è più convinto di questa sua finta, e la nasconde dietro ad una sperimentazione i cui esiti verranno valutati a fine legislatura, meta che pertanto potrà raggiungere con serenità senza essere messo alla prova su questa legge di cui vi confutiamo di seguito alcuni passaggi, alcune palesi prese in giro:

–  “Esercita il controllo” (compito già compreso nella legge 190);
–  “Analizza le causa dei fattori corruttivi” (lo fa già il comitato tecnico scientifico previsto dalla legge 17)
–  “Coordina l’attività regionale per il piano regionale anticorruzione triennale” (è un obbligo di legge)
–  “Esprime pareri (può farlo solo l’ANAC per legge)
–  “Art. 6 sulla trasparenza” (esiste già il decreto legislativo 33 che obbliga gli enti regionali alla trasparenza)

Se Maroni volesse davvero fare qualcosa di concreto contro la corruzione dovrebbe andare a casa insieme a tutto il carrozzone leghista che continua a trascinare la Lombardia negli scandali. Non è con nuove leggi, per di più vuote, che si elimina la corruzione, ma serve una volontà politica e una cultura della legalità che questa classe dirigente ha dimostrato di non possedere.

Silvana Carcano, Consigliere Regionale del M5S Lombardia

 

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