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ARAC: la maggioranza non garantisce il numero legale

ARAC: la maggioranza non garantisce il numero legale

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Nulla di fatto in Commissione antimafia per l’approvazione delle modifiche chieste dal Governo ad ARAC, l’agenzia anti-corruzione regionale ideata da Roberto Maroni per far fronte ai gravi scandali che hanno investito la Regione Lombardia nei mesi scorsi, tra tangenti e arresti. Lega, Area Popolare e Forza Italia credono così tanto nell’Arac di Maroni che nemmeno sono in grado di garantire il numero legale per approvare le modifiche, nonostante la stampella del PD, che, quando c’è da fare solo propaganda anti corruzione non è secondo a nessuno.

L’atteggiamento di Maggioranza più PD conferma che ARAC è nata morta; è solo l’ennesimo carrozzone inutile e inutilizzabile, un’operazione di marketing, il paravento di Maroni che non vuole attuare politiche serie di anti corruzione in Lombardia. 

La Commissione avrebbe dovuto approvare alcune modifiche ad ARAC chieste dal Governo PD per non rendere incostituzionale l’autority regionale. E per depotenziarlo, ça va sans dire

Le modifiche, che avevamo ampiamente anticipato, rendono l’ente del tutto diverso da quello che era stato immaginato. ARAC sarà mutilato, non avrà alcun potere ma solo funzioni. La pseudo autority di Maroni non si potrà chiamare “autority” ma “agenzia” perché non avrà nessuna autonomia. Sarà un controllore dipendete da chi controlla e non potrà controllare un bel nulla. ARAC, che era stato costruito dalla Lega Nord proprio perché potesse fare diffide, non potrà farle: la diffida spetta solo all’ANAC, l’Autority nazionale anti corruzione ed è nelle competenze della legge 190.

Invece di creare una scatola sostanzialmente vuota e per di più depotenziata dall’intervento del Governo, Maroni, che deve ora spiegare ai lombardi perché tiene in vita un ente inutile, avrebbe dovuto far funzionare la Legge 190 facendo lavorare decentemente i responsabili anti corruzione e il Comitato Trasparenza Appalti Pubblici.

La legge regionale antimafia fortemente voluta e fatta approvare dal Movimento 5 Stelle è un gioiello che va fatto funzionare, senza aggiungere altro.

Silvana Carcano, consigliere regionale del M5S Lombardia

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