Home Eugenio Casalino Il vizietto di Lombardia Informatica. Nega documenti perché ha paura di qualcosa?
Il vizietto di Lombardia Informatica. Nega documenti perché ha paura di qualcosa?

Il vizietto di Lombardia Informatica. Nega documenti perché ha paura di qualcosa?

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Ancora una volta Lombardia Informatica nega la documentazione al M5S. Ho richiesto nelle scorse settimane documentazione su alcune gare d’appalto gestite da Lispa, dopo averne controllate altre in un lungo lavoro partito un anno fa ed avere inviato lo scorso giugno un dettagliato esposto per presunte violazioni del Codice degli Appalti all’Autorità Nazionale Anti Corruzione e all’AGCM.

Lispa, tramite il suo presidente Rovera, l’amico di Bobo (Maroni) come sempre lui ripete, mi risponde che io non ho funzioni di controllo e quindi non mi invia la documentazione richiesta (allegato 1). Risposta ridicola, in quanto le funzioni di controllo per i consiglieri regionali sono sancite nelle leggi, nella Costituzione italiana e nello Statuto di Autonomia di Regione Lombardia.

Per la seconda volta quindi ho fatto ricorso al Difensore Regionale (allegato 2) che ha intimato a Lispa di consegnarmi la documentazione (allegato 3).

Presidente Rovera che fa adesso? La prima volta che aveva provato a non darmi la documentazione (aprile 2014) mi aveva anche minacciato di querela per diffamazione (allegato 4) perché dissi che Lispa non è trasparente e non favorisce la lotta alla corruzione, in un patetico tentativo di intimidazione nei confronti di un consigliere regionale nell’esercizio delle sue funzioni. Gli risposi ricordandogli cosa dice la legge e la Costituzione sulle prerogative di un consigliere regionale (allegato 5) e fece marcia indietro (allegato 6).

Rimaniamo in attesa della documentazione. Intanto è evidente che Lispa ha qualcosa da nascondere ai cittadini lombardi ed è altrettanto evidente che la decantata voglia di lotta alla corruzione di Maroni e tutte le chiacchiere sulla trasparenza (peraltro incentivata sempre più con leggi anche a livello nazionale con precisi obblighi) si scontra con la realtà dei dirigenti suoi amici che tentano di barricarsi dietro inutili tentativi di impedire il diritto – dovere di controllo di un consigliere regionale.

Eugenio Casalino, portavoce M5S nel Consiglio Regionale della Lombardia

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