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Verbali Arexpo, M5S ha depositato ricorso al TAR

Verbali Arexpo, M5S ha depositato ricorso al TAR

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Continua la querelle sui verbali di Arexpo negati al Movimento 5 Stelle della Lombardia. Il movimento, con un ricorso di 13 pagine firmato dalla consigliera regionale Silvana Carcano e depositato il 23 novembre scorso al TAR della Lombardia, chiede di ordinare la trasmissione dei verbali e dei documenti richiesti.

L’atto ripercorre la complessa vicenda cominciata nel marzo 2016, con una formale richiesta di accesso agli atti sul Fast Post Expo, nella quale si domandavano alcuni documenti tra i quali il verbale della seduta del Consiglio di Amministrazione di Arexpo S.p.A. (società partecipata anche dalla Regione Lombardia ove addirittura esprime anche un Consigliere in C.d.A.).

Ad aprile il primo sollecito del M5S: la trasmissione degli atti richiesti era in ritardo rispetto ai termini previsti dalla legge. A maggio era trasmesso al M5S “soltanto la copia dell’estratto del verbale della riunione del Consiglio di amministrazione” censurato con “omissis” e non la documentazione completa.

Immediata seguiva una nuova richiesta di accesso agli atti a cui rispondeva Regione Lombardia giustificando la mancata trasmissione degli atti perché “non era[no] nella disponibilità degli uffici regionali”. Carcano a quel punto si rivolgeva direttamente a Arexpo per ottenere la documentazione e il Presidente di Arexpo S.p.A. Prof. Giovanni Azzone comunicava di non poter soddisfare la richiesta di accesso agli atti perché non circostanziata ad un oggetto specifico.

Il 14 giugno Carcano si vedeva costretta a chiedere l’intervento del Difensore Regionale della Lombardia per chiedere l’accesso agli atti. Il Difensore Regionale nell’accogliere integralmente il ricorso, il 30 giugno, invitava gli Uffici della Regione Lombardia coinvolti in richieste di accesso agli atti da parte dei Consiglieri regionali, alla più ampia collaborazione e trasparenza. Arexpo in una lettera al Difensore regionale esprimeva la volontà di trasmettere i documenti, ma ancora nessun verbale completo era trasmesso al M5S.

Il 6 settembre la portavoce Silvana Carcano scriveva una lettera di sollecito. Pronta la risposta di Arexpo: sì agli atti qualora la richiesta fosse riferita ad “oggetti determinati”. Il 29 settembre il M5S Lombardia presentava un’interrogazione regionale che viene discussa il 4 ottobre dal Consiglio Regionale. L’Assessore Brianza non forniva alcuna risposta soddisfacente e il Presidente del Consiglio Regionale Cattaneo si limitava peraltro a suggerire alla Consigliera “che a volte anche la modalità con cui si gestiscono le relazioni e si fanno le richieste può aiutare a sbloccare impasse che altrimenti si incagliano e diventano insuperabili”.

L’11 ottobre il M5S chiedeva un incontro con Arexpo S.p.A. Dopo tre giorni la società scriveva alla società, ribadendo la disponibilità a mostrare i verbali del CdA qualora la richiesta non fosse “generica e relativa ad intere categorie di documenti”.

Il 18 ottobre il M5S formulava una nuova istanza di accesso agli atti circostanziata ad ottenere almeno l’ordine del giorno del verbale, per mera cortesia istituzionale, pur sapendo bene che non si trattava di richiesta generica visto che la consigliera stava chiedendo un solo verbale. Il 9 Novembre 2016 Arexpo S.p.A. comunicava, senza adeguata motivazione, il proprio diniego e impossibilità a soddisfare la richiesta.  Il 24 novembre il M5S si è rivolto al TAR.

Silvana Carcano dichiara: “In questa vicenda va ristabilito un principio e cioè i consiglieri regionali hanno diritto di accesso alla documentazione delle società a partecipazione pubblica che non possono eludere le richieste. Con Arexpo è stato impossibile conoscere in maniera esaustiva le decisioni dell’organo amministrativo e le sue motivazioni nell’interesse dei cittadini. Da questo punto di vista l’assenza totale di trasparenza in una società che usa fondi pubblici è intollerabile. Peggio, al momento, non siamo in grado di spiegare l’opposizione costante alla nostra richiesta su quell’unico verbale e sul suo contenuto custodito come se fosse un documento segretato. Non è così e i cittadini hanno diritto di sapere”.

 

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