Home Ambiente e Protezione Civile Avviare monitoraggi al suolo delle aree a rischio inquinamento. Mozione M5S.
Avviare monitoraggi al suolo delle aree a rischio inquinamento. Mozione M5S.

Avviare monitoraggi al suolo delle aree a rischio inquinamento. Mozione M5S.

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Il M5S ha depositato una mozione (SCARICA QUI) che verrà discussa domani in Consiglio Regionale in cui chiede l’avvio dei monitoraggi al suolo in tutte le aree lombarde in cui sono presenti impianti industriali con elevato potenziale di inquinamento.

Iolanda Nanni, capogruppo del M5S in Regione Lombardia e prima firmataria della mozione, dichiara: “Suolo, acqua e aria in Lombardia sono sempre più compromessi e se non si interviene subito con azioni strutturali, si rischia che il danno diventi irreversibile. Non è sufficiente agire solo sul controllo dell’aria, se a questi controlli non viene abbinato anche un costante monitoraggio al suolo, non si può essere in grado di fare una corretta diagnosi sullo stato di salute delle nostre terre e sui rischi alla salute derivati dalla loro compromissione. Per questo, abbiamo depositato una mozione che impegna Regione Lombardia ad avviare un programma strutturale, non episodico, di monitoraggio al suolo delle sostenza inquinanti, in particolare nelle aree limitrofe ad impianti IPCC, cioè ad elevato potenziale di inquinamenton. Abbiamo proposto di adottare una particolare metodologia di campionatura a terra, messa a punto dal Centro Comune di Ricerca di Ispra, diretto dalla Commissione Europea, e già proposta dall’Istituto Superiore Sanità al Ministero dell’Ambiente, ad ISPRA e ad ARPA Puglia per il monitoraggio dell’area limitrofa all’ILVA di Taranto. La metodologia si avvale dell’analisi dei muschi e dei licheni che sono i bioindicatori più utilizzati a livello mondiale per valutare le concentrazioni al suolo di metalli pesanti e agenti inquinanti.  Il vantaggio di adottare questa metodologia è che è in grado di individuare le concentrazioni degli inquinanti in maniera più puntuale che, ad esempio, attraverso le centraline dell’aria. Questa metodologia è già stata utilizzata dalla Provincia autonoma di Bolzano, nonché in altre realtà nazionali e internazionali. Noi ne chiediamo l’impiego anche in Regione Lombardia dove sono insediati un’altissima concentrazione di impianti industriali con elevato potenziale di inquinamento e in cui la qualità dell’aria è fra le peggiori in Europa.”

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