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Milano, referendum deliberativo. Appello alla maggioranza arancione

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Foto: Referendum 1946 Milano. Piazza Missori. Passanti intenti a leggere manifesti elettorali monarchici e repubblicani per l'assemblea costituente del 2 giugno 1946. Autore: Patellani, Federico
Foto: Referendum 1946 Milano. Piazza Missori. Passanti intenti a leggere manifesti elettorali monarchici e repubblicani per l’assemblea costituente del 2 giugno 1946. Autore: Patellani, Federico

Continua la storia infinita per introdurre il referendum deliberativo nello Statuto del Comune di Milano; finita l’estate è il momento per fare il punto della situazione e conoscere quali saranno i prossimi passaggi, passiamo ora la parola a Livio Loverso primo firmatario della proposta.

“L’attuale maggioranza di Palazzo Marino ha dato, fino ad oggi, a parole grande enfasi alla partecipazione popolare ed al coinvolgimento dei cittadini nelle scelte comuni.

Questa è l’opportunità di fare seguire i fatti alle parole e di dare un segnale in vista della scrittura del nuovo statuto delle città metropolitana. Una chiara indicazione anche per la politica nazionale che sta progressivamente espropriando la sovranità popolare attraverso “elezioni” di secondo livello quali quelle per il Senato e le Città Metropolitane.

Il Sindaco stesso ha ribadito più volte il suo favore nei confronti degli strumenti di partecipazione popolare, sostenendo tra l’altro l’elezione diretta del sindaco e del consiglio metropolitano. D’altra parte già nel momento di definire la destinazione di eventuali somme ricavate dalla svendita delle quote di A2A, Pisapia aveva dichiarato: “Vogliamo lanciare un segnale forte di attenzione ai cittadini per rafforzare quel rapporto che secondo alcuni si è indebolito” (Repubblica del 12/01/2014).

Chiediamo che il Consiglio Comunale discuta, subito alla ripresa della sua attività, la delibera di iniziativa popolare che giace all’ordine del giorno da prima dell’estate

Quasi seimila cittadini hanno sottoscritto il testo di questa delibera di iniziativa popolare, depositata a giugno del 2013 e volta alla introduzione del referendum deliberativo senza quorum nello statuto del comune di Milano. 

Cosa chiedono i sottoscrittori? meramente che tutta la città possa esprimersi votando su argomenti di interesse comune e che il proprio voto sia vincolante per l’amministrazione, niente di rivoluzionario, meramente l’applicazione del primo articolo della costituzione che attribuisce la sovranità ai cittadini e non ai politici.

Chiediamo per questo al signor Rizzo, Presidente del Consigli Comunale, di adoperarsi per garantire il rispetto dei regolamenti del Comune e dare opportuna voce ai cittadini mettendo, senza altri indugi, all’ordine del giorno la discussione sulla delibera di iniziativa popolare per l’introduzione del referendum deliberativi nello Statuto del Comune di Milano.

Non vi si chiede di condivide la nostra iniziativa, avere opinioni contrarie è legittimo, ma la sede del confronto è il Consiglio Comunale, davanti ai milanesi che possano in questo modo conoscere la reale posizione di questa maggioranza in merito alla partecipazione dei cittadini.”

Livio Lo Verso – Primo firmatario della delibera

L’Appello inviato alla Giunta comunale

Gentile Presidente Consiglio Comunale Milano

per conoscenza ai Capogruppo

Vi scrivo in veste di primo firmatario della delibera d’iniziativa popolare che mira, attraverso una variazione dell’attuale statuto del comune, ad introdurre un nuovo strumento di partecipazione: il referendum deliberativo senza quorum. 

Oggi dopo mesi di attesa, nei quali sebbene iscritta all’ordine del giorno la nostra iniziativa non è stata dibattuta,  ho lanciato un pubblico appello al Presidente del Consiglio comunale e alla maggioranza.

http://www.beppegrillo.it/listeciviche/liste/milano/2014/09/milano-a-che-punto-siamo-con-il-referendum-deliberativo.html

In questo momento non vi chiedo un’adesione di contenuto, sebbene spero vivamente che il tema vi veda favorevoli, ma mi rivolgo a voi affinché vi adoperiate per porre finalmente in in discussione in consiglio la nostra proposta.

Vi ringrazio fin d’ora per la disponibilità, rimango a disposizione per qualunque chiarimento od approfondimento abbiate bisogno sulla nostra proposta.

Cordiali saluti

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