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Guala: vicenda non ancora chiusa

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La drammatica vicenda dei lavoratori dello stabilimento di Torre d’Isola (PV) della multinazionale GUALA non è ancora chiusa. Dopo l’accordo firmato con l’azienda dalle organizzazioni sindacali il 17 settembre scorso, accordo che di fatto ha recepito il piano di ricollocamento dei lavoratori predisposto a giugno scorso dall’azienda stessa, senza salvare neanche un lavoratore in più, abbiamo ricevuto segnalazione dai lavoratori che la multinazionale nei giorni scorsi ha preso contatti diretti con alcuni di loro per chiedere la loro disponibilità a trasferirsi nella sede di VASTO, sede non contemplata dall’Accordo Sindacale formalizzato poche settimane fa.
Ad alcuni lavoratori, oggi in cassa integrazione straordinaria, è stato infatti chiesto di rinunciare alla CIGS per recarsi in Abruzzo a Vasto per un periodo di 5-7 settimane con l’impegno dell’azienda a riassumerli – ma A TEMPO DETERMINATO per 12 mesi – presso la sede di Vasto.
Iolanda Nanni, consigliere regionale M5S che ha seguito la vicenda dichiara: “I lavoratori sono rimasti sconcertati e abbandonati da quelle stesse organizzazioni sindacali che avrebbero dovuto tutelarli ed assisterli in questa fase non contemplata dall’Accordo Sindacale: infatti, i lavoratori che ci hanno contattati non hanno ricevuto assistenza da parte dei sindacati nel formulare e calcolare gli scenari possibili: per esempio se fosse per loro conveniente rimanere nell’accordo per la cassa integrazione di un anno al contempo cercando un altro lavoro oppure se fosse conveniente (a seconda dei casi individuali) accettare lo spostamento nello stabilimento di Vasto con l’eventuale possibilità, dopo un ano di contratto a tempo determinato, di essere riassunti a tempo indeterminato? I sindacati dovrebbero sempre fornire ai lavoratori la disamina delle eventualità possibili, corredando ogni scenario con un’attenta analisi del rapporto costi/benefici, anche misurati rispetto alle condizioni individuali dei lavoratori. I lavoratori dipendente della multinazionale GUALA si sarebbero meritati e sarebbe loro spettato un trattamento migliore a tutela dei loro diritti.”

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