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Aler Milano: piano di risanamento non condiviso

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A seguito del comunicato stampa della Giunta Regionale sull’avvenuta approvazione in data odierna del piano di risanamento per ALER Milano con contestuale iniezione di 66 milioni di euro pubblici dei cittadini lombardi per far fronte al vergognoso dissesto finanziario di ALER Milano, pari a 350 milioni di euro, il M5S Lombardia denuncia l’assoluta mancanza di condivisione e confronto della Giunta con il Consiglio Regionale su un tema di competenza sia della Commissione V Territorio e infrastrutture, sia della Commissione di Inchiesta su ALER Milano tutt’ora in corso.

La consigliera regionale M5S Iolanda Nanni, membro della Commissione V e Commissione di Inchiesta dichiara: “Avevamo chiesto già mesi fa al Governatore Maroni di poter prendere visione del piano di risanamento proposto dal Presidente ALER Milano. Sarebbe stato oltremodo utile ai fini del risanamento che anche il Consiglio Regionale, per il tramite delle Commissioni competenti, potesse essere messo in condizioni di esprimersi sulla validità e l’efficacia di tale piano, ma purtroppo così non è stato, dato che oggi apprendiamo solo dagli organi di stampa che la Giunta, con atto unilaterale, ha dato il suo OK stanziando ancora 66 milioni di euro, altri soldi dei cittadini lombardi, a copertura del buco finanziario. Si consideri inoltre che la commissione di inchiesta su ALER Milano non ha ancora concluso i suoi lavori, e che quindi ancora non sono state individuate tutte le cause del dissesto finanziario. Se non viene cambiato indirizzo alla governance di ALER Milano, quella governance che ha prodotto l’attuale dissesto, il rischio è che gli ulteriori stanziamenti volti a coprire almeno in parte il buco finanziario finiscano di fatto dispersi in mala gestione, come è avvenuto in passato. Prima di ripianare il buco finanziario di ALER sarebbe necessario rimuovere alla radice le cause del dissesto, cosa che ancora non è stata fatta.

Prendiamo atto che questo piano di risanamento adotti come principale misura di risanamento la svendita del patrimonio pubblico di ALER Milano, quel patrimonio grazie al quale si è potuto sino ad oggi far fronte al fabbisogno abitativo e che costituisce la forza di ALER, ma da troppi anni è stato trascurato da un degrado causato principalmente dall’assenza di programmazione in campo di manutenzione ordinaria: tale degrado è quantificabile in oltre un miliardo di euro di interventi manutentivi ancora da eseguire e privi di copertura finanziaria.

Come il piano sia poi arrivato a calcolare dalla svendita di circa 6,700 alloggi popolari un incasso pari a 453 milioni di euro, ci risulta oscuro dato che ciò prevederebbe la vendita degli alloggi a un prezzo medio di Euro 70,000 assolutamente sovradimensionato rispetto all’attuale crisi immobiliare e agli sconti applicabili per legge a detti alloggi in svendita straordinaria e in deroga alla legge 27/2009.

Cifre pompate per la vendita, ma anche per la riduzione del costo personale dove si citano prepensionamenti ma anche esuberi, facendo riferimento ai 200 custodi degli appartamenti del Comune di Milano in gestione ALER Milano. Quali esuberi? Avevamo infatti evidenziato in Aula del Consiglio Regionale quanto la motivazione degli esuberi fosse pretestuosa dato che è sufficiente girare per i numerosi quartieri ALER di Milano per rendersi conto di quanto queste figure siano numericamente insufficienti e che i 200 custodi dovrebbero essere reimpiegati proprio in questi quartieri.

Anche sul punto della riduzione morosità, è sorprendente come si intenda abbattere in due anni di 30 punti percentuali la morosità (dal 43% attuale al presunto 13% nel 2017) quando si sa benissimo che la maggioranza dei morosi è incolpevole e che il 70% dei crediti di ALER Milano sono inesigibili anche per colpa di una carente programmazione sulla gestione e il recupero dei crediti in questi ultimi 10 anni.

Sui costi di gestione, vorremmo fossero specificati più nel dettaglio in quanto 5,6 MLN di euro in due anni ci sembrano pochi a fronte degli sprechi dovuti alle esternalizzazioni effettuate in questi anni che hanno pesato sul dissesto finanziario, fra cui il recupero crediti, le certificazioni ambientali, la manutenzione dei PC, la gestione delle buste paga dei dipendenti, il servizio di archiviazione e molte altre attività che si sarebbero dovute e potute mantenere in-house.

Temiamo infine che l’erogazione dei 66 milioni di euro pubblici deliberata oggi dalla Giunta, anche come formula di contributo per l’acquisto casa, possa rappresentare un ennesimo regalo alle banche. Quei soldi si sarebbero potuti meglio impiegare nella riqualifica strutturale e programmata degli alloggi sfitti per far fronte a un’emergenza abitativa in crescita esponenziale.

Nulla si è rilevato invece sulle misure di risanamento sulla gestione finanziaria: ALER Milano in questi anni ha contratto oltre 200 milioni di Euro di mutui, uno dei quali a titolo esemplificativo, stipulato nel 2011 pari a 30 MLN euro per la costituzione di un Fondo Pensionistico Integrativo che a oggi non è stato ancora costituito, con conto corrente infruttifero aperto che può fare solo la gioia delle banche.

 

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