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Expo non risolverà i problemi della Lombardia

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La mozione proposta dalla lista Maroni e Lega nord vorrebbe farci credere che Expo 2015 risolverà tanti problemi occupazionali.

Quando si parla di disoccupazione e di inoccupazione è utile contestualizzare i dati tragici a cui i precedenti governanti ci hanno condotto. I due principali fattori che hanno determinato questi numeri inaccettabili sono – il fallimento del modello economico – la zavorra che colpisce l’imprenditoria lombarda, la corruzione e la criminalità organizzata.

È ipocrita la posizione di chi pretende di migliorare i dati occupazionali senza risolvere le infiltrazioni della criminalità organizzata e senza offrire un modello economico alternativo.
Su entrambi i fronti la Lega non solo non ha mai dato una visione diversa da quella dei loro alleati del pdl, ma ha anche dimostrato di adeguarsi a quei comportamenti che tanti danni hanno fatto sul fronte della corruzione della presenza della criminalità organizzata.

L’esempio peggiore di questa disfatta è Expo 2015.

Dal 2008 i politici di diversi livelli istituzionali si sono impegnati a rincorrere le poltrone, da Glisenti, a Stanca, quello dei doppi incarichi e dei superstipendi), senza occuparsi del tema occupazionale, oggi invocato nella mozione.
Per almeno un anno Expo ha fatto parlare di sé sulla diatriba della proprietà del sito, continuando a ignorare il tema occupazionale. Nel 2010 è arrivata il dott. Sala che fino al maggio 2013 non ha potuto fare un granché perché il commissario generale rimaneva Formigoni nonostante le indagini in corso, dimenticando ancora una volta il tema occupazionale.

Ma che tipo di occupazione ha generato e genererà Expo?

1. Partiamo dai due appalti principali già assegnati, il primo riguardante la rimozione delle interferenze e il secondo per la realizzazione della cosiddetta Piastra. In entrambi gli appalti la criminalità ha allungato i tentacoli (nel primo caso, il subappalto affidato da CMC a Pegado, rimossa, mentre CMC è ancora li. Nel secondo caso, la capofila dell’ATI, la Mantovani SPA, è indagata dalla procura di Caltanisetta per avere rapporti con la famiglia Madonia). Quale genere di occupazione ci aspettiamo da una situazione simile?

2. Parliamo allora dell’altro settore che dovrebbe generare occupazione, quello legato alle opere infrastrutturali connesse ad Expo. Sappiamo bene, ormai, che il settore del movimento terra è in mano alla criminalità organizzata. Che tipo di occupazione genera questo settore?

3. Altro canale che dovrebbe generare occupazione è quello che nasce a seguito dal Protocollo del Sito Espositivo firmato a fine luglio tra Expo e le Organizzazioni Sindacali. Il Protocollo sottolinea che la tipologia prevalente sarà quella dell’apprendistato anche quando i ruoli afferiscono a Specialisti di grandi eventi, producendo contratti a termine della durata di 7-12 mesi. Nel Protocollo si legge anche che chi lavorerà per Expo, date le particolari caratteristiche organizzative, il contesto di apprendistato ed esperienza può considerarsi accelerato rispetto ad altri settori. E i numeri sono: 340 apprendisti, 195 stagisti e 18.500 VOLONTARI!!!!!

La vera svolta occupazionale la si otterrà solo quando si capirà che l’occupazione non nasce dalle grandi opere, che attraggono la criminalità organizzata, bensì da politiche che stimolano la cultura, il piccolo commercio, l’artigianato, il patrimonio artistico, musicale, creativo, della R&S, della scuola pubblica, dell’autosufficienza energetica.

Da politiche che concepiscono Expo in maniera diffusa e sostenibile, per valorizzare le cascine diffuse in tutta la Lombardia, la realizzazione di piste ciclabili e di percorsi naturalistici, ambientali e culturali di alto profilo educativo. Che decongestionerebbero il traffico evitando la violenza derivata dalle opere concentrate nel nord Milano e che avrebbe generato sì occupazione di qualità rispetto ai 18.500 volontari

Silvana Carcano, portavoce Movimento 5 Stelle Lombardia

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