Home Expo Concessione aree Expo: troppi i nodi da scogliere, solo un folle potrebbe partecipare al bando. 
Concessione aree Expo: troppi i nodi da scogliere, solo un folle potrebbe partecipare al bando. 

Concessione aree Expo: troppi i nodi da scogliere, solo un folle potrebbe partecipare al bando. 

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Solo un folle potrebbe partecipare a un bando per acquisire in concessione fino a 50 anni, un’area sui cui pendono ancora importanti questioni irrisolte, come le bonifiche dei terreni, la falda acquifera inquinata, lo status di aziende a rischio di incidente rilevante – così Silvana Carcano, consigliere regionale del M5S Lombardia, commenta la notizia del bando di concessione pubblicato da Arexpo per la ricerca di un partner che si occupi di redigere il masterplan sul futuro dell’area Expo e di gestirne gli spazi.”

“Senza aver sciolto quei nodi – continua la portavoce del M5S – su quell’area non si può muovere un dito, a meno che, ovviamente, le problematiche vengano scritte nero su bianco nel bando, e sfido chiunque a firmare un contratto di 50 anni senza sapere quali costi dovrà affrontare per risolvere questi problemi. Ricordiamo che si tratta di terreni di proprietà dei cittadini, cittadini che hanno già pagato abbastanza, prima con la maxi speculazione iniziale, poi con appalti il cui valore è cresciuto negli anni grazie a continue varianti, poi con il teatrino del post manifestazione che non ha ancora portato a nessuna prospettiva concreta per la città. Cittadini sempre messi in secondo piano. Come fa ad esempio un’operazione del genere a garantire la realizzazione di un grande parco sul 50% dell’area come richiesto dai milanesi con il referendum del 2011. Oltretutto, lo Human Technopole e il campus universitario sono esclusi dal bando, quindi all’investimento privato e alle loro esigenze di rientro economico vanno aggiunte anche queste due pubbliche. Rimarrà spazio per il Parco? Arexpo ha poi un debito importante nei confronti delle banche, con tassi di interesse altissimi o esorbitanti. Come e quando riuscirà la società ad estinguere il debito per evitare dipagre interessi eccessivi? quando inizierà a dare frutti la concessione?”

“E’ evidente che Arexpo non sa più che pesci prendere e le istituzioni, Regione Lombardia e il Comune di Milano, rimangono in silenzio nonostante le infinite sollecitazioni del M5S, l’unico schieramento politico che si sta interessando al destino dell’area. Solo a dicembre 2016, cioè pochi giorni prima dell’uscita di questo bando, il Direttore Generale Bonomi ha dichiarato in Commissione Territorio che Arexpo era stata trasformata da società immobiliare a società di sviluppo. Per farne cosa questo punto, se ora tutto viene assegnato a un concessionario, progettazione e gestione? E’ ora di mettere la parola fine alla gestione dilettantistica di un’area strategica per Milano. I nodi irrisolti sono tantissimi e di gravità tale per cui, dopo le denunce a mezzo stampa e gli atti istituzionali abbiamo deciso di depositare un esposto alla procura, affinché la trasparenza e la legalità vengano ripristinate su un’area che è stata una grande mangiatoia, prima, durante e dopo la manifestazione. E’ del tutto inutile in questa situazione pubblicare un bando del genere, prima che le istituzioni competenti facciano luce sulle gravi criticità emerse. Questo bando va ritirato in autotutela quanto prima – conclude Silvana Carcano.”

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