Home Agricoltura, montagna e parchi Così muore la montagna.
Così muore la montagna.

Così muore la montagna.

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Non bastava la politica inconsistente di Regione Lombardia, ora un altro colpo al già martoriato territorio montano, in questo caso quello della Val Brembana, lo assesta l’Agenzia del trasporto pubblico locale di Bergamo, che ha deciso di dimezzare le corse degli autobus verso Bergamo e le valli laterali a partire dall’estate del 2018. Una decisione che metterà in seria difficoltà gli abitanti del territorio, in particolare giovani e anziani, che utilizzano le linee dell’autobus per raggiungere le valli limitrofe e soprattutto Bergamo, per motivi di studio, lavoro o per accedere a diversi servizi presenti solo in città. Amministratori che parlano di costi vivi, senza pensare ai costi sociali che una decisione del genere comporterebbe. Politici che si riempiono la bocca di mobilità sostenibile, di connessione dei piccoli centri di montagna con le grandi città e poi vanno a tagliare il servizio che garantisce tutto questo. E’ paradossale, come è paradossale che i responsabili di questo scempio gestionale saranno anche quelli che in campagna elettorale andranno nelle nostre valli a chiedere i voti. Siamo davanti all’ennesimo esempio di incoerenza e ipocrisia, a livello regionale o locale fa poca differenza. Dichiarano di volere mettere in primo piano la montagna e i suoi abitanti, ma gli atti amministrativi dicono tutt’altro. Questa ulteriore mazzata arriva dopo un anno horribilis in cui Maroni e la sua maggioranza hanno cancellato del 90% le risorse destinate allo sviluppo dei territori montani, hanno abbandonato l’Ospedale San Giovanni Bianco, hanno minacciato la chiusura del punto nascita di Piario, non hanno fatto nessun bando e nessun investimento per le aree montane. Parole, parole e soltanto parole, intervallate da risoluzioni-propaganda che prendono in giro gli abitanti. Mentre quando gli si chiede di investire, come avvenuto in occasione del bilancio regionale con le proposte del M5S, si dileguano. La montagna merita rispetto e dignità. La montagna è una risorsa, non un peso. Ma perché venga valorizzata serve una visione diversa. Invece Maroni riesce a vedere solo dove cominciano e finiscono nuove autostrade. Perché quando c’è da trovare 20 milioni per Brebemi o 450 per Pedemontana i soldi freschi ci son sempre. Quando bisogna supportare lo sviluppo di territori penalizzati si girano sempre dall’altra parte.

Dario Violi – Portavoce Regionale del M5S Lombardia

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