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Bilancio del Consiglio regionale. Ecco perché ci siamo astenuti

Bilancio del Consiglio regionale. Ecco perché ci siamo astenuti

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Il bilancio del Consiglio Regionale della Lombardia 2018-2020 ripropone sostanzialmente la struttura di quello degli anni precedenti.

Lo schema presentato dagli uffici regionali si sofferma su una descrizione analitica del rispetto di tutte le norme contabili vigenti per poi entrare nel merito delle voci evidenziando in particolare il trend di riduzione del contributo di funzionamento a carico del bilancio regionale (anche per il 2018 si registra una riduzione di 500 mila €uro).

Dal punto di vista della regolarità tecnico contabile non ci sono criticità da segnalare, d’altronde come abbiamo più volte segnalato, questo documento essendo strutturato su un trasferimento della Giunta, non può presentare le tipiche difficoltà che si riscontrano nei bilanci di Regioni ed enti locali.

La scelta di Amsterdam come nuova sede dell’EMA ha poi risolto il probabile problema della riquantificazione di alcune spese che si sarebbe presentato qualora la scelta fosse ricaduta su Milano e dunque sul Palazzo Pirelli; con l’inevitabile spostamento del Consiglio.

Nel complesso, anche nei contenuti, ci si discosta poco dagli anni precedenti; attraverso una attenta lettura abbiamo registrato positivamente il rispetto in dei limiti posti dal DL 78/2010 su alcune tipologie di spesa soggette a vincolo che in passato, in sede previsionale, venivano spesso superate abbondantemente costringendo poi l’ente a registrare economie a fine esercizio per potere rientrare nei margini prefissati.

Consideriamo apprezzabili pure gli sforzi in materia di razionalizzazione delle spese anche se le misure restano piuttosto deboli e avremmo preferito una intervento più organico e sostanziale. Il vero problema però il resta nelle scelte che stanno alla base di questo bilancio e che sono le stesse che hanno caratterizzato tutti i documenti approvati sotto questa legislatura; dalle spese per i patrocini (per i quali è solo previsto una temporanea riduzione nel 2018 a causa delle elezioni) a quelle per relazioni pubbliche, convegni e rappresentanza (per le quali individualmente vengono superati i limiti del dl 78/2010 recuperati poi con risparmi sul altre voci). La gestione dei facility management continuano ad essere caratterizzate da una scarsa trasparenza e nel complesso le continue modifiche delle regolazioni contabili impediscono una reale percezione del loro costo (il problema è destinato a non risolversi dato che dal 2019 ci viene annunciato che il servizio di facility verrà gestito direttamente dalla giunta..).

Le carenze dunque restano quelle già evidenziate negli anni scorsi e pertanto anche per il prossimo bilancio 2018 confermiamo l’astensione al voto.

Eugenio Casalino, consigliere regionale del M5S Lombardia.

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