Le Olimpiadi invernali Milano-Cortina 2026 vengono raccontate come le più sostenibili di sempre, ma la realtà dei cantieri e dei numeri è molto diversa. Il punto non è spendere risorse per le opere legate ai Giochi, ma spenderle bene: per interventi utili alla buona riuscita dell’evento e, soprattutto, capaci di migliorare la qualità della vita dei cittadini anche dopo la fine delle Olimpiadi.
In Lombardia, solo per le opere legate ai Giochi, sono stati investiti oltre 5 miliardi e 400 milioni di euro tra infrastrutture sportive, strade e ferrovie. Eppure decine di cantieri sono ancora aperti, molte opere non saranno pronte in tempo e altre verranno completate mesi o addirittura anni dopo la conclusione dei Giochi, quando l’evento sarà già passato.
Alcuni interventi, come la nuova funivia per la pista Stelvio a Bormio o le strade provvisorie previste per il PalaItalia a Milano, accumulano ritardi o richiedono ulteriori risorse pubbliche, mentre boschi vengono abbattuti e aree naturali trasformate in cantieri. Opere che, a quanto pare, non garantiranno né una piena funzionalità per le Olimpiadi né un’eredità concreta e duratura per i cittadini.
Questa non è sostenibilità. È una gestione che rischia di lasciare poco o nulla ai territori una volta spenti i riflettori. Il Movimento 5 Stelle continuerà a vigilare perché le risorse pubbliche siano investite in opere davvero utili, trasparenti e rispettose dell’ambiente e delle comunità. Le Olimpiadi passeranno, ma ciò che resterà ai cittadini deve essere un miglioramento reale, non cantieri incompiuti e debiti da pagare.
