La nostra consigliera Paola Pizzighini è intervenuta oggi in Aula durante il Consiglio straordinario sulla sanità, concentrandosi sul tema della non autosufficienza e della fragilità che coinvolge sempre più lombardi: anziani, persone con disabilità, pazienti cronici e le famiglie che li assistono spesso in solitudine.
La non autosufficienza non è solo sanitaria: è una sfida sociale, economica e organizzativa che testa l’universalità del diritto alla salute (art. 32 Costituzione). I bisogni sono aumentati per invecchiamento e cronicità, ma i servizi territoriali e domiciliari non sono cresciuti allo stesso ritmo. Così il peso ricade sulle famiglie e sui caregiver, che spesso rinunciano a lavoro, reddito e salute per garantire cure continue.
I caregiver non possono essere la soluzione alle carenze del sistema: vanno riconosciuti come parte essenziale del percorso di cura, con servizi domiciliari accessibili, sollievo, supporto psicologico, formazione e conciliazione lavoro-cura.
Il rafforzamento dell’assistenza territoriale – Case di Comunità, ADI, presa in carico multidisciplinare – deve diventare realtà per prevenire isolamento e impoverimento. Serve integrazione vera tra sanitario, sociale e Terzo Settore, superando visioni frammentate.
Va garantita equità: le aree interne non possono avere meno accesso alle cure. La prossimità riduce disuguaglianze e assicura dignità ovunque.
Investire sulla non autosufficienza è sostenibilità: favorisce la domiciliarità, taglia ricoveri impropri e accessi al PS, migliora la qualità della vita.
Il messaggio è chiaro: un sistema sociosanitario forte riconosce il valore invisibile della cura familiare e non lascia sole le persone fragili. La vera qualità si misura nella capacità di accompagnare la fragilità e garantire dignità lungo tutta la vita.
