Ancora una volta in Consiglio regionale è mancato il numero legale, proprio nel giorno in cui la maggioranza ha speso roboanti parole a difesa delle regioni e del loro ruolo. Numerosi gli assenti, tra consiglieri pagati novemila euro al mese.
La querelle che è seguita all’assenza del numero legale ha dimostrato nei fatti come i partiti della maggioranza stiano svendendo la dignità del ruolo che ricoprono per meri giochi di poltrone, e la discussione sulla autonomia regionale è solo un pretesto per avere cariche o propaganda politica elettorale.
Certo non è un belvedere il capogruppo della Lega nord che urla al capogruppo del Nuovo Centro Destra che salterà la loro poltrona promessa se non voteranno l’ordine del giorno sull’autonomia della Lombardia. Quella che guida la regione è una maggioranza in pezzi che sta insieme solo perché aggrappata alle poltrone. In Lombardia la Prima Repubblica non è mai morta. Il M5S è convinto che l’istituzione regione sia un ente utile, ma non con questa classe politica. I cittadini lombardi meritano davvero di meglio di un teatrino di ore di parole che si conclude con un nulla di fatto perché i consiglieri della Maggioranza sono altrove. Oggi i partiti hanno scritto l’ennesima brutta pagina di politica regionale.
Il Gruppo consiliare Movimento 5 Stelle Lombardia
