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Bando Turbina Inceneritore Bea Desio, un altro tassello: bando stravolto e contratto viziato da nullità

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Il Difensore Regionale della Lombardia, l’Autorità Pubblica indipendente incaricata di tutelare i diritti dei cittadini nei confronti delle amministrazioni pubbliche ha imposto alla Presidente di Bea Daniela Mazzuconi di trasmettere al Movimento 5 Stelle  il contratto/convenzione stipulato tra Bea e Comef, la società che si era aggiudicata la gara (viziata da numerose incongruenze denunciate dal Movimento) da 7,5 milioni di euro per una nuova turbina, parte della gara a doppio oggetto prevista dal Piano Industriale 2012.

“Dopo tre mesi di resistenze, finalmente abbiamo potuto leggere il documento. Era l’ultimo tassello che ci mancava per ricostruire tutto il mosaico di quello che abbiamo ribattezzato lo “scandalo Bea”. Ora abbiamo le prove che il testo della Convenzione sottoscritta con Comef è diverso rispetto allo Schema di Convenzione allegata al disciplinare di gara. Fuori dai tecnicismi, con l’azienda che si è aggiudicata il bando pubblico è stato sottoscritto un contratto finale con contenuti diversi dalla bozza pubblicata nel bando! Di fatto non si richiedono più la direzione dei lavori, le attività legate alle sicurezza e soprattutto la gestione della turbina per i 15 anni di durata della convenzione, come previsto dal bando. Il tutto è di una gravità inaudita e c’è ne è abbastanza da invalidare tutta la procedura di gara e l’affidamento stesso. Per di più i servizi di direzione lavori e sicurezza – richiesti nel bando ma non inclusi nel contratto con Comef – sono costati a Bea un’ulteriore gara del valore di 364 mila euro!”, così Gianmarco Corbetta, consigliere regionale del M5S Lombardia.

“C’è poi un secondo aspetto ancora più rilevante: venendo meno la gestione del turbina da parte del socio privato Comef, di fatto vengono a mancare i presupposti del Piano industriale 2012 – continua Corbetta – Difatti Comef sembra più un mero fornitore di un macchinario (la turbina) che un vero socio operativo, come viene richiesto dalle leggi che regolano il Partenariato Pubblico Privato Istituzionalizzato (PPPI). La situazione di Bea si fa molto difficile: da tempo non è più una società totalmente pubblica in grado di ricevere l’affidamento diretto del servizio di gestione dei rifiuti da parte dei comuni soci tramite l’in-house providing e oggi scopriamo che rischia di non essere nemmeno una società mista pubblico-privata titolata a ricevere l’affidamento diretto tramite il modello del PPPI, che prevede necessariamente la presenza di un socio operativo, non di un mero fornitore di macchinari. L’unica strada percorribile da Bea rimarrebbe quella di partecipare alle gare per cercare di aggiudicarsi lo smaltimento da parte di quei comuni che decidono di mettere il servizio a gara… ma competere sul mercato con un forno vecchio di 40 anni non è una cosa semplicissima”.

“Mi domando perché Mazzuconi, che non ha responsabilità dirette in tutta questa storia, continui a difendere l’indifendibile! Qualunque sia la risposta, merita di andare a casa insieme al Presidente di Bea Gestioni Alcide Copreni e al Direttore Generale di Bea Alberto Cambiaghi!  Al di là dei possibili risvolti penali (derivanti dai due esposti depositati in Procura da parte del Collegio Sindacale e da un membro del Consiglio di Amministrazione), mi pare del tutto evidente che se questi signori non hanno la decenza di dimettersi, devono essere immediatamente rimosso dalla propria carica. Certo Mazzuconi è stata messa lì dal PD per portare in porto il nefasto progetto di fusione Bea/Cem.  Ed è chiaro che da tutto questo scandalo l’operazione di fusione non può che trovare delle enormi complicazioni, se non addirittura diventare una chimera.”

Per chiarimenti e approfondimenti: http://gianmarcocorbetta.it/2015/11/scandalobea-parte-seconda-bando-turbina-stravolto-e-contratto-viziato-da-nullita-salta-laffidamento-diretto-della-gestione-rifiuti/

 

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