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Stop alla legge sul calendario venatorio

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In Commissione Agricoltura, il 9 luglio scorso, abbiamo presentato il nostro progetto di legge di abrogazione della legge regionale n° 17 del 2004 “Calendario venatorio regionale”: in pratica chiediamo che la Regione Lombardia adotti il calendario venatorio regionale tramite una delibera di Giunta e non con una legge.

La nostra richiesta parte da un solo presupposto: il rispetto delle sentenze della Corte Costituzionale, che più volte, nel corso degli anni, ha dichiarato l’illegittimità costituzionale dell’utilizzo della legge come strumento di definizione del calendario venatorio regionale, ma esso deve essere adottato con atto amministrativo.

La Lombardia è l’unica regione che non segue questa indicazione, forse perché la legge regionale è stata approvata nel 2004 e all’epoca c’era un Governo amico che si era guardato bene dall’impugnare la nostra legge? Infatti la Corte Costituzionale si esprime sulla legittimità di leggi regionali solo se queste vengono impugnate dal Governo entro 60 giorni dalla loro pubblicazione, oppure se richiesto da un Tribunale nel corso di un dibattimento.

La situazione nella nostra regione è addirittura paradossale perché abbiamo due leggi in vigore che trattano il calendario venatorio, e lo fanno in modo opposto: quella più recente, appunto del 2004, e la legge 26 del 1993, che all’articolo 40 incarica la Giunta di stilare il calendario venatorio entro il 15 Giugno di ogni anno (in ottemperanza alla legge nazionale 157 del 1992), quindi con atto amministrativo. E’ incredibile ma è così: la legge del 1993 dice che il calendario venatorio lo fa la Giunta, la legge del 2004 lo impone per legge.

Per il principio della temporalità vale la legge più recente: fino a quella data la Lombardia era in perfetta sintonia con i principi della Corte Costituzionale. Perché si è deciso di intervenire poi con una legge? Forse per evitare ricorsi al TAR? Infatti un ricorso al TAR si può fare solo contro un atto amministrativo (vedi delibera di Giunta ad esempio) e non su una legge.

Alla fine quindi quello che chiede il Movimento 5 Stelle è che la regione Lombardia applichi la sua legge del 1993.

Il nostro progetto di legge non è un provvedimento contro la caccia, non impedisce ai cacciatori di cacciare e chi lo sostiene dice il falso; semplicemente chiediamo che la Lombardia si metta in regola con i principi costituzionali che già regione Lombardia ha seguito fino al 2004. Troppe volte la regione nell’ambito della caccia, alle specie migratorie in particolare, si è distinta per provvedimenti inadeguati ed irrispettosi delle normative (nazionali e comunitarie), e soprattutto della tutela della fauna selvatica, che deve essere prioritaria su tutto, anche sui voti di qualche migliaio di cacciatori. E’ ora di dire basta e cambiare direzione, perché chi ci guadagna dal rispetto delle normative e dell’ambiente è l’intera collettività, cacciatori compresi.

Attendiamo quindi che il nostro progetto di legge nelle prossime settimane venga riportato in commissione e posto in votazione, per capire se veramente il consiglio regionale vuole continuare nella politica dell’interesse di poche migliaia di persone o dell’interesse collettivo dei lombardi.

Nel file allegato sono elencate le sentenze della Corte Costituzionale su leggi regionali riguardanti il calendario venatorio e i provvedimenti con cui le regioni disciplinano i rispettivi calendari venatori.

Giampietro Maccabiani, portavoce regionale M5S Lombardia

Comunicato stampa. M5S Lombardia. Caccia: chiediamo l’abolizione della legge sul calendario venatorio regionale

“Chiediamo un voto della Commissione Agricoltura, entro le prossime settimane, sul nostro progetto di legge di abrogazione della legge regionale n° 17 del 2004  intitolata Calendario venatorio regionale:”, così Giampietro Maccabiani, portavoce di M5S Lombardia.

“La nostra è una richiesta di legalità e rispetto per le sentenze. Più volte, nel corso degli anni, la Corte Costituzionale ha dichiarato l’illegittimità costituzionale dell’utilizzo della legge come strumento di definizione del calendario venatorio regionale e chiesto l’adozione del calendario venatorio con atto amministrativo. La Lombardia è l’unica regione che non segue questa indicazione”, continua Maccabiani.

“La situazione nella nostra regione è addirittura paradossale perché risultano in vigore due leggi che trattano il calendario venatorio, e lo fanno in modo opposto. Quella del 2004 che chiediamo di abrogare e la legge 26 del 1993, che all’articolo 40 incarica la Giunta di stilare il calendario venatorio entro il 15 Giugno di ogni anno (in ottemperanza alla legge nazionale 157 del 1992), quindi con atto amministrativo. Noi chiediamo che resti la legge 26 del 1993. Il nostro progetto non è un provvedimento contro la caccia, non impedisce ai cacciatori di cacciare e chi lo sostiene dice il falso. Semplicemente chiediamo che la Lombardia si metta in regola con i principi costituzionali che già la regione ha seguito fino al 2004. Troppe volte nell’ambito della caccia, alle specie migratorie in particolare, la Lombardia si è distinta per provvedimenti inadeguati ed irrispettosi delle normative (nazionali e comunitarie) e soprattutto della tutela della fauna selvatica, che deve essere prioritaria su tutto, anche sui voti di qualche migliaio di cacciatori”, conclude Maccabiani.

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