Home Comunicati stampa 31 dirigenti assunti per concorso fantasma: nessun rispetto per le sentenze della Magistratura

31 dirigenti assunti per concorso fantasma: nessun rispetto per le sentenze della Magistratura

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Il Consiglio regionale della Lombardia ha bocciata una mozione del Movimento 5 Stelle Lombardia che chiedeva la rimozione di 31 dirigenti assunti illegittimamente a seguito di un concorso annullato in via definitiva dalla Magistratura.

ùEugenio Casalino, consigliere M5S Lombardia, dichiara: “Risultano in servizio da sei anni in Regione Lombardia 31 dirigenti nonostante il concorso al quale hanno partecipato sia stato annullato dalla Magistratura. E nonostante il parere favorevole del Consiglio di Stato e le sentenze della Magistratura quei dirigenti che non hanno nessun titolo per lavorare in regione non sono stati mai rimossi. Il Movimento 5 Stelle Lombardia, a marzo, ha chiesto al segretario generale di procedere con la loro rimozione e il ripristino dello stato di diritto senza però ottenere risposta positiva. Per il movimento la permanenza di 31 dirigenti in servizio risulta una grave omissione e si configura come un danno erariale. Per evitare l’aggravarsi dei profili di responsabilità erariale, civile, amministrativa e penale e per la difesa dell’immagine della Lombardia chiedevamo che la Giunta rispettasse le sentenze con la rimozione dei quei dirigenti illegittimi”.

Silvana Carcano, consigliere del Movimento 5 Stelle, aggiunge: “Il voto in aula ha stanato quei politici che non vogliono che le sentenze della Magistratura siano eseguite. Forza Italia, Nuovo Centro Destra, Lista Maroni e Lega Nord hanno votato per mantenere l’illegalità: questa classe politica è incapace di rispettare e dare seguito alle sentenze della Magistratura. Risulta inqualificabile il comportamento del Partito democratico e Lista Civica Ambrosoli che si sono astenuti sulla mozione dichiarando anche che la vicenda appartiene al passato.
E’ poi scandaloso che alcune forze politiche che sono intervenute nel dibattito abbiano tentato di far passare in ambito nazionale l’idea che la Legge Severino non fosse retroattiva mentre, arrampicandosi sugli specchi hanno chiesto la retroattività per una legge regionale che, a detta loro, andrebbe a sanare questo pasticcio”.

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