Home Ambiente Acqua al manganese: grazie all’interrogazione del M5S, Pavia Acque e ASM corrono ai ripari e assumono un impegno
Acqua al manganese: grazie all’interrogazione del M5S, Pavia Acque e ASM corrono ai ripari e assumono un impegno

Acqua al manganese: grazie all’interrogazione del M5S, Pavia Acque e ASM corrono ai ripari e assumono un impegno

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A seguito della denuncia effettuata dal M5S Lombardia con interrogazione regionale a fine novembre 2015 (leggi qui: http://www.lombardia5stelle.it/2015/11/30/allarme-manganese-nellacqua-potabile-di-pavia-interrogazione-m5s-lombardia/) relativa alla presenza di alte concentrazioni di manganese, oltre il 100% rispetto al limite di legge, nell’acqua potabile di PAVIA proveniente da due pozzi della città di Pavia (Borgo Ticino e Centro Storico), è finalmente arrivata la risposta, a firma del Governatore Maroni, (SCARICA QUI) che decreta l’impegno e l’avvio di misure risolutive, da parte di Pavia Acque ed ASM Pavia (gestore dell’acquedotto), a dotare – entro giugno 2016 – i pozzi in questione di filtri in batteria idonei a garantire l’erogazione di acqua ad uso potabile con tenori di manganese entro le concentrazioni ritenute ottimali di legge.

“Tale intervento – dichiara la Consigliera Regionale M5S Iolanda Nanni, prima firmataria dell’interrogazione  – ci soddisfa solo in parte, in quanto sarà di carattere temporaneo e rassicura solo temporaneamente la cittadinanza: infatti, la soluzione definitiva al problema del manganese nell’acqua di Borgo Ticino e Centro Storico a Pavia dipenderà dalla realizzazione di una terza Centrale di trattamento a servizio della zona Sud della città” dotata di “trattamento di abbattimento ferro e manganese”.

“Ricordo infatti – continua Iolanda Nanni – che i risultati dei principali valori delle analisi effettuate da ASM Pavia sull’acqua potabile in uscita dal pozzo di Borgo Ticino, quartiere Borgo Ticino di Pavia (data prelievo 05/10/15) indicano una concentrazione di manganese nell’acqua pari a 110 µg/L (microgrammi), quindi superiore di oltre il 100% rispetto alla soglia di legge quantificata in 50 µg/L (ai sensi della D.Lgs n. 31 del 2 Febbraio 2001). E che analoga situazione si verifica nel pozzo denominato Libertà ubicato nel quartiere Centro storico di Pavia dove le analisi ASM indicano una concentrazione di manganese nell’acqua pari a 128 µg/L.”

“Naturalmente, resteremo vigili affinchè a giugno, ASM provveda ad adempiere l’apposizione dei filtri per il manganese, chiederò infatti di poter personalmente assistere all’intervento. Tuttavia, insisteremo affinchè si adotti una soluzione strutturale definitiva, attraverso la realizzazione di un nuovo pozzo e relativa Centrale di trattamento dell’acqua e servizio per la zona Sud di Pavia. Peraltro, già nei primi anni 2000, ASM Pavia aveva predisposto uno studio per la costruzione di una terza centrale di potabilizzazione nella zona Sud della città di Pavia per la zona Borgo Ticino e Libertà. Tuttavia, questo studio da oltre un decennio è finito in un cassetto a prender polvere, dato che Pavia Acque, responsabile per la manutenzione straordinaria della rete idrica, non ha inserito questo intervento per il quadrienno 2016-2019, non reputandolo prioritario. Questo è grave, poichè gli sforamenti del manganese sussistono a tutt’oggi ed è acclarato dalla stessa Organizzazione Mondiale della Sanità (OMS) che l’esposizione ad alta concentrazione costituisce fattore oggettivo di rischio neurologico per la popolazione”.

“Trovo imbarazzante – continua Nanni – che, all’interno della sua risposta, il Governatore Maroni sminuisca il pericolo per la salute umana e addirittura gli esiti del rapporto dell’OMS, facendo intendere che l’assunzione quotidiana di alta concentrazione di manganese nell’acqua, oltre la soglia di legge, comporti solo “sapore metallico” e una “colorazione anomala dell’acqua”. L’OMS al contrario afferma che l’eccessiva esposizione al manganese prolungata nel tempo, pur non sussistendo un accertato legame causa-effetto, costituisce un fattore di rischio e può causare danni neurologici quali l’insorgere di patologie neurologiche, incluso il morbo di Parkinson, patologie peraltro in aumento, sulla base dei dati ASL, sul territorio pavese. Per un principio di precauzione, quindi, le Istituzioni avrebbero il dovere di intervenire per adottare soluzioni definitive che riportino i valori di manganese sotto la soglia di legge.”

 “Una bella tirata d’orecchie – conclude Nanni – va fatta anche al Sindaco e al Comune di Pavia che, su questa questione, avrebbero dovuto intervenire sia informando la popolazione, sia sollecitando le autorità competenti ad approntare misure risolutive. Se la legge stabilisce dei parametri per l’acqua potabile, lo fa a tutela della salute dei cittadini, e questi parametri vanno rispettati, intraprendendo azioni immediate a tutela della popolazione pavese, come appunto il M5S ha tempestivamente richiesto, denunciando il problema e ottenendo un primo impegno per la sua risoluzione.”

Iolanda Nanni – Portavoce Regionale del M5S Lombardia